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Dietostudio

Varici: non solo un problema estetico. Tutto quello che devi sapere sulla scleroterapia

Le gambe pesanti a fine giornata. Le vene che compaiono sotto la pelle come rilievi bluastri o viola. La sensazione di bruciore o formicolio che peggiora con il caldo. Sono sintomi che milioni di persone conoscono bene, spesso sottovalutati o affrontati solo quando diventano visivamente evidenti. Le varici – o vene varicose – non sono un capriccio estetico: sono il segnale che il sistema venoso delle gambe sta lavorando in modo alterato, e in certi casi possono evolvere in complicanze serie.

Oggi esistono trattamenti efficaci, poco invasivi e con tempi di recupero molto contenuti. La scleroterapia (dal greco sklerós, duro) è uno di questi: una procedura ambulatoriale che consente di eliminare le vene varicose e i capillari dilatati senza bisogno di sala operatoria. In questo articolo ti spieghiamo come funziona, chi può beneficiarne e cosa aspettarsi prima, durante e dopo il trattamento.

Cosa sono le varici e perché si formano

Le vene hanno il compito di riportare il sangue dalle gambe verso il cuore, lavorando contro gravità. Per farcela, sono dotate di valvole a nido di rondine (piccole strutture che si aprono per far salire il sangue e si chiudono per impedirgli di tornare indietro). Quando queste valvole si danneggiano o perdono tono, il sangue tende a ristagnare nei tratti più bassi del vaso, che si dilata progressivamente fino a diventare visibile attraverso la pelle.

Il risultato è quello che chiamiamo varice: una vena dilatata, tortuosa, spesso rilevata, che non riesce più a svolgere correttamente la sua funzione di drenaggio.

I fattori che predispongono alla comparsa delle varici sono molteplici. La familiarità gioca un ruolo importante: chi ha genitori con insufficienza venosa ha una probabilità significativamente più alta di svilupparla. Anche la stazione eretta prolungata (tipica di alcune professioni come commessi, insegnanti o chirurghi), la sedentarietà, il sovrappeso, le gravidanze e l’età avanzata contribuiscono ad accelerare il deterioramento valvolare.

Secondo i dati della Società Italiana di Flebologia aggiornati al 2023, l’insufficienza venosa cronica (la condizione sottostante allo sviluppo delle varici) colpisce circa il 30% della popolazione adulta italiana, con una prevalenza maggiore nelle donne.

Capillari, reticoli e varici: non sono tutti uguali

Un errore comune è trattare tutte le vene visibili sulle gambe come se fossero la stessa cosa. In realtà esistono gradi diversi di insufficienza venosa, con caratteristiche e trattamenti differenti.

I capillari (o teleangectasie) sono le venule più piccole, con un diametro inferiore al millimetro. Appaiono come ragnatele rossastre o viola sotto la pelle e nella grande maggioranza dei casi non causano sintomi fisici rilevanti, ma possono essere un segnale precoce di problemi venosi sottostanti.

Le vene reticolari hanno un diametro tra 1 e 3 millimetri. Sono più ramificate dei capillari, di colore bluastro, e si trovano a uno strato leggermente più profondo. Anche queste sono generalmente asintomatiche ma possono causare prurito o bruciore localizzato.

Le varici vere e proprie superano i 3 millimetri di diametro, sono chiaramente rilevate e spesso associate a sintomi come gonfiore, senso di pesantezza, crampi notturni e affaticamento precoce. Nei casi più avanzati possono comparire alterazioni della pelle (iperpigmentazione, cioè scurimento della cute, o lipodermatosclerosi, un indurimento del tessuto sottocutaneo) fino alle ulcere venose.

Come funziona la scleroterapia: la procedura passo per passo

La scleroterapia consiste nell’iniezione diretta di una sostanza sclerosante all’interno della vena da trattare. Questa sostanza – solitamente a base di polidocanolo (un agente detergente biocompatibile) o soluzione salina ipertonica – irrita le pareti interne del vaso, provocandone l’infiammazione controllata e la successiva chiusura. Nel giro di qualche settimana, la vena trattata viene riassorbita dall’organismo e scompare progressivamente.

La procedura si svolge in ambulatorio, senza anestesia generale. Il paziente è sdraiato sul lettino e l’angiologo (il medico specialista in patologie dei vasi sanguigni) introduce l’ago nelle vene da trattare, iniettando il farmaco sclerosante in piccole quantità per ogni punto. La durata della seduta varia dai 20 ai 45 minuti a seconda del numero e della dimensione delle vene trattate.

Esiste anche una variante chiamata scleroterapia schiuma (foam sclerotherapy): il farmaco viene trasformato in schiuma prima dell’iniezione, aumentando il contatto con le pareti venose. Questa tecnica è particolarmente efficace per le vene reticolari e per alcune varici di calibro medio, e viene spesso guidata dall’ecocolordoppler (un’ecografia che permette di visualizzare il flusso sanguigno in tempo reale) per maggiore precisione.

Prima della seduta: la visita angiologica e l'ecocolordoppler

La scleroterapia non si improvvisa. Prima di qualsiasi trattamento è indispensabile una visita angiologica completa, durante la quale lo specialista valuta la severità dell’insufficienza venosa, esclude controindicazioni (come trombosi in atto, allergie ai farmaci sclerosanti, gravidanza o patologie della coagulazione) e pianifica il percorso terapeutico più adatto.

In molti casi viene richiesto un ecocolordoppler venoso degli arti inferiori, un esame che permette di visualizzare la direzione e la velocità del flusso sanguigno nelle vene profonde e superficiali. Questo passaggio è fondamentale perché consente di identificare eventuali reflussi a monte (cioè risalite anomale del sangue da vene di calibro maggiore) che, se non trattati preventivamente, potrebbero vanificare i risultati della scleroterapia.

Solo dopo questa valutazione l’angiologo può stabilire se la scleroterapia è lo strumento giusto, o se sono necessari trattamenti preliminari o alternativi.

Quante sedute servono e quanto durano i risultati

Non esiste un numero standard di sedute valido per tutti. La risposta dipende dall’estensione e dal calibro delle vene trattate, dalla risposta individuale del paziente e dalla tecnica utilizzata.

Per i capillari e le vene reticolari, nella maggior parte dei casi sono sufficienti 2-4 sedute, distanziate di 4-6 settimane l’una dall’altra. Per le varici di calibro maggiore il percorso può essere più lungo. I miglioramenti iniziano a essere visibili dopo 4-8 settimane dalla prima seduta, con risultati definitivi valutabili a distanza di 3-6 mesi.

I risultati della scleroterapia possono essere molto duraturi, ma non è corretto parlare di soluzione definitiva in assoluto: la predisposizione genetica all’insufficienza venosa rimane, e nel tempo possono comparire nuove vene varicose. Per questo motivo molti pazienti tornano periodicamente per sedute di mantenimento, solitamente con cadenza annuale o biennale.

Dopo la scleroterapia: cosa fare (e cosa evitare) nelle settimane successive

Il post-trattamento richiede alcune attenzioni pratiche che è importante rispettare per ottimizzare i risultati e ridurre il rischio di complicanze minori.

Subito dopo la seduta viene applicata una bendatura compressiva (fasciatura elastica) sulla zona trattata, che va mantenuta per le prime 24-48 ore. Nelle settimane successive è fortemente consigliato l’uso di calze elastiche a compressione graduata (indumenti medici che esercitano una pressione decrescente dal basso verso l’alto, favorendo il ritorno venoso).

  • Evitare l’esposizione al sole diretto o alle lampade solari per almeno 4-6 settimane sulle aree trattate, per prevenire la comparsa di macchie cutanee (iperpigmentazione post-procedurale)
  • Evitare bagni caldi, saune e terme per i primi 7-10 giorni, poiché il calore favorisce la vasodilatazione e può interferire con il processo di chiusura venosa
  • Evitare la sedentarietà prolungata: camminare regolarmente favorisce il circolo venoso e accelera il riassorbimento della vena trattata
  • Evitare sport ad alto impatto (corsa intensa, ciclismo in salita) per i primi 7 giorni, salvo diversa indicazione dello specialista
  • Segnalare all’angiologo la comparsa di gonfiore importante, rossore diffuso, febbre o dolore intenso nella zona trattata, poiché potrebbero indicare una complicanza da valutare
 

Nella maggior parte dei casi la scleroterapia è ben tollerata. Le reazioni più comuni dopo la seduta – lievi bruciori localizzati, piccoli ematomi (lividi) o macchie scure temporanee – sono transitorie e si risolvono spontaneamente nelle settimane successive.

Scleroterapia e chirurgia: quando si sceglie l'una e quando l'altra

Molte persone si chiedono se la scleroterapia possa sostituire la chirurgia vascolare o se, al contrario, sia solo un trattamento estetico secondario. La risposta, come spesso accade in medicina, è: dipende.

La chirurgia tradizionale delle varici – la fleboestrazione (rimozione chirurgica delle vene varicose attraverso piccole incisioni) – è indicata principalmente per le varici di grosso calibro associate a reflusso dalla vena safena (la vena principale della coscia e della gamba). Si tratta di un intervento in day surgery (operazione in cui il paziente entra ed esce dall’ospedale lo stesso giorno) che richiede anestesia locoregionale o generale.

Esistono anche tecniche minimamente invasive relativamente recenti, come l’ablazione laser endovenosa (EVLA) o la radiofrequenza endovenosa, che permettono di chiudere le vene safeniche con un catetere introdotto dall’interno, senza incisioni rilevanti.

La scleroterapia si colloca idealmente nel trattamento delle varici di piccolo-medio calibro, dei capillari e delle vene reticolari, spesso come completamento di una procedura chirurgica su vene più grandi o come trattamento autonomo nei casi meno severi. La scelta tra le diverse opzioni spetta sempre all’angiologo, sulla base della valutazione ecocolordoppler e del quadro clinico complessivo.

Se hai fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione o sovrappeso, è utile sapere che questi influenzano anche la salute venosa.  “Cuore sotto pressione: i segnali che non dovresti mai ignorare e come trovare il cardiologo giusto” per approfondire.

Angiologo a Gallarate: dove trovare uno specialista per le varici

Se stai cercando un angiologo a Gallarate per una valutazione delle varici o per una prima seduta di scleroterapia, è importante affidarti ad uno specialista che integri la visita clinica con la diagnostica strumentale – in particolare l’ecocolordoppler – e che sappia guidarti verso la soluzione più adatta al tuo caso specifico.

Presso DietoStudio a Gallarate è disponibile l’ambulatorio di angiologia, con specialisti dedicati alla diagnosi e al trattamento dell’insufficienza venosa. Il percorso inizia sempre con una visita completa, che permette di valutare l’entità del problema e pianificare il trattamento più appropriato – che si tratti di scleroterapia, di trattamento conservativo con calze elastiche, o di un indirizzo verso la chirurgia vascolare quando necessario.

Per prenotare una visita angiologica o una consulenza per la scleroterapia a Gallarate, contattaci tramite il sito o al numero indicato in fondo alla pagina.

FAQ - Domande frequenti sulla scleroterapia

La scleroterapia fa male?

Il fastidio è minimo: si avverte una lieve sensazione di bruciore al momento dell’iniezione, che scompare rapidamente. Non è necessaria anestesia.

Posso lavorare dopo la seduta?

Sì, nella maggior parte dei casi si può riprendere l’attività lavorativa sedentaria già il giorno stesso. Lavori che richiedono stazione eretta prolungata vanno discussi con lo specialista.

La scleroterapia è rimborsabile dal SSN?

In alcuni casi sì, se la patologia venosa è documentata clinicamente e l’indicazione è terapeutica (non estetica). È necessaria l’impegnativa del medico di base o dello specialista.

Quante settimane prima di vedere i risultati?

I primi miglioramenti sono visibili dopo 4-6 settimane. Il risultato definitivo si valuta a 3-6 mesi dalla fine del ciclo di trattamento.

La scleroterapia è adatta anche per i capillari sul viso?

No, per i capillari facciali si utilizzano tecniche diverse, come il laser vascolare o la luce pulsata. La scleroterapia è indicata esclusivamente per gli arti inferiori.

Fonti scientifiche di riferimento

European Venous Forum – Guidelines on Sclerotherapy (2023) – Linee guida europee aggiornate sulla scleroterapia e il trattamento dell’insufficienza venosa cronica.

Società Italiana di Flebologia – Linee guida nazionali – Riferimento nazionale per la diagnosi e il trattamento delle patologie venose, con aggiornamenti periodici.

Cochrane Database – Sclerotherapy for varicose veins (2023 update) – Revisione sistematica sull’efficacia comparativa della scleroterapia rispetto ad altri trattamenti per le varici.

Journal of Vascular Surgery – Venous and Lymphatic Disorders (2023) – Rivista scientifica internazionale dedicata alle patologie vascolari venose, con studi clinici aggiornati.

Istituto Superiore di Sanità – Insufficienza venosa cronica: epidemiologia e prevenzione – Dati epidemiologici italiani sull’insufficienza venosa e le patologie correlate, aggiornati al 2023-2024.